Category: Il Manifesto

La crisi dell’ €uro

“CITTADINI EUROPEI E CRISI DELL’EURO”

di Giuseppe Guarino

MODELLO ECONOMICO – ZONA CESARINI

L’espressione Zona Cesarini è usata per indicare i minuti conclusivi e di recupero in un evento sportivo, in particolare nel calcio.

Il nome deriva dal calciatore Renato Cesarini, mezzala juventina negli anni trenta del Novecento, che realizzò diversi gol nei minuti finali di partita (pur se non tutti decisivi ai fini del risultato) anche contro avversari di rango come Napoli e Torino.

La locuzione fu però coniata in occasione di un incontro tra nazionali, che il 13 dicembre 1931 vide contrapposte a Torino l’Italia e l’Ungheria in una partita valida per la Coppa Internazionale.

La gara, agonisticamente tesa, fu risolta al 90′ (quindi ancora nel tempo regolamentare) da una rete di Cesarini che decise il risultato in favore degli Azzurri, vittoriosi per 3-2. La settimana successiva, il giornalista Eugenio Danese parlò di “caso Cesarini” riferendosi a una rete segnata all’89’ di una partita di Serie A.

Il termine “zona” fu probabilmente preso a prestito dagli scacchi dove indica la fase finale di una partita.

Per metonimia, l’espressione è usata anche nel linguaggio comune in Italia per indicare fatti avvenuti in extremis.

La rottura della retta avvenuta a metà ottobre e che stava portando il Paese Italia verso il default, viene tenuta in chiusura del mese – oggi 31 – quindi non confermando l’avvenuta rottura ribassista.

Una buona notizia che arriva in “Zona Cesarini”.

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti                                   GRAFICO (2)

Semplici coincidenze?

Lincoln decise di emettere carta moneta libera da debito per finanziare la guerra di secessione e così la vinse, la moneta si chiamava greenbaks. Questo non piaque ai banchieri della federal reserve proprietari del dollaro e in circostanze ancora non chiare Lincoln venne assassinato.

Kennedy fece emanare la risoluzione 11110 che restituiva al congresso degli Stati Uniti la facoltà di emettere banconote per conto del popolo libere da debito, anche lui venne assassinato.

Stesso discorso per Aldo Moro che fece stampare le 500 Lire della repubblica Italiana , moneta emessa direttamente dal tesoro e non dalla banca d’Italia, su questa moneta la banca non aveva nessun controllo e sopratutto non poteva vantare alcun diritto di signorggio, anche Moro venne assassinato.

Semplici coincidenze?
Chiunque tenti di restituire la sovranità monetaria alla propria nazione togliendola dalle mani dei banchieri muore tragicamente.

Le coincidenze non esistono, nulla avviene per caso tutto ha uno scopo ben preciso ” mantenere inalterato lo status quo dei banchieri”.

Il primo passo verso la liberazione è smascherare lo schiavista e il sistema che ha creato.

Bellezza motore del futuro nella proposta di legge di Legambiente. “La qualità è il fattore decisivo su cui costruire il nostro sviluppo”

Tra i primi firmatari Don Luigi Ciotti, Moni Ovadia, Ottavia Piccolo, Roberto Saviano, Ricky Tognazzi, Syusy Blady, Neri Marcorè, Dario Vergassola, Patrizio Roversi, Giuseppe Cederna, Franco Iseppi “Ora tocca ai sindaci e ai canditati alle elezioni”
Paesaggio
La bellezza come tema portante di scelte concrete, la qualità come chiave di ogni trasformazione del territorio. E’ questo il filo conduttore del disegno di legge redatto da Legambiente: una proposta per fare della prossima legislatura finalmente un’occasione di cambiamento.

Il testo – già sottoscritto da numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, delle imprese e della scienza – è stato presentato oggi alla stampa e sarà sottoposto ai candidati alle elezioni affinché lo facciano proprio e ai sindaci italiani. Tra questi ultimi hanno già aderito Graziano Delrio (sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci), Michele Emiliano (sindaco di Bari), Giusi Nicolini (sindaco di Lampedusa e Linosa) e Stefano Pisani (sindaco di Pollica).

La bellezza è la principale caratteristica che il mondo riconosce all’Italia ma anche e soprattutto un fattore decisivo su cui costruire il nostro sviluppo – scrive Legambiente nella premessa al disegno di legge -. Puntare sulla bellezza è un obiettivo imprescindibile e una chiave fondamentale per capire come il nostro Paese possa ritrovare le idee e la forza per guardare con ottimismo al futuro.

“Questo paese non produce più nuova bellezza, se non per qualche oggetto isolato. Le periferie, il consumo di suolo, l’abusivismo, l’emarginazione dei giovani, l’individualismo esasperato, i tagli alla cultura e alla scuola sono tutti fenomeni che rubano bellezza al nostro paese. Proprio la bellezza, invece – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – può essere la chiave per rivedere politiche che interessano fortemente il territorio e concorrono in maniera rilevante a definirne caratteri e qualità. Nella nostra idea di bellezza l’attività antropica, il ruolo delle comunità e degli individui, è centrale. L’intento della proposta che avanziamo – prosegue Cogliati Dezza – è di innescare nei territori processi di trasformazione che puntino a rendere più belle, moderne e vivibili le città italiane, a migliorare la qualità della convivenza, del benessere individuale e collettivo e a muovere la creatività. La sfida, insomma, è invertire la tendenza, promuovendo un modello di sviluppo alternativo a quello che ha distrutto la bellezza naturale senza produrne di nuova”.

Il disegno di legge è composto da 10 articoli… [continua…  clicca qui per leggere l’intero articolo]

[tratto dal sito www.legambiente.it]