MANIFESTO PER IL GOVERNO LOCALE
Il nuovo Municipio soggetto attivo verso il superamento dell’attuale stato di crisi e dell’impotenza della classe e delle forze politiche di governo del Paese

“Per uscire da un cammino senza futuro non resta che riprendere una via orientata dai valori che la Costituzione ha tradotto in principi di valore cogente che rendono del tutto illeggittime le misure contrarie a eguaglianza, solidarietà, libertà, dignità. E’ tempo di rientrare nella legalità costituzionale”.
Lorenza Carlassare, Nel segno della Costituzione. La nostra carta per il futuro

 

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Un programma per le prossime elezioni amministrative comunali non può più avere senso rispetto alla attuale situazione generale caratterizzata da una crisi economica, sociale e politica di lungo periodo che investe non solo il nostro Paese ma, tendenzialmente, buona parte del nostro pianeta, mostrando i limiti storici dell’attuale modello economico-sociale e culturale, nonché delle forze politiche di governo.
E’ necessario, quindi, dotarsi di un progetto capace di dare un nuovo orientamento ai problemi generali del Paese e al loro riflesso su scala locale, progetto da cui derivare un programma che non può non essere comune per le sue scelte generali a tutte le amministrazioni comunali, nella valorizzazione imprescindibile delle specificità locali.

Il Progetto deve potersi definire rispetto alle seguenti problematiche:

1. Il rispetto della Carta Costituzionale e la necessita di alcune sue modifiche sempre nel riferimento ai suoi principi ispiratori. E’ questo, richiama la necessità di difendere, applicare la Costituzione e modificarla eventualmente sulla scorta dei suoi principi ispiratori,

2. La riacquisizione della sovranità dello Stato (politica, economica, monetaria) oggi ceduta al potere dell’alta finanza e al “Whascington consensus”, rilevando i pesanti inganni del cosiddetto “riformismo neoliberale” e dei suoi sostenitori. E, questo, richiama come la sovranità appartenga al popolo e come esercitarla concretamente,

3. Stoppare la politica dei tagli alla spesa pubblica che ci sta portando al massacro e che non ha inciso minimamente nella riduzione del debito e nel rilancio della operosità nazionale. E, questo, richiama la questione centrale del pareggio di bilancio e del debito pubblico e delle sue sorti,

4. Risignificare il ruolo degli enti locali come protagonisti della politica nazionale e di una democrazia diretta, dal basso E’, questo, richiama la salvaguardia e il potenziamento dell’autonomia degli enti locali,

5. Ripensare e considerare il concetto stesso di “locale” non come dimensione puramente territoriale ma come una nuova visione della realtà: “il locale non verso il globale ma avverso il globale”.

 

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