Il Manifesto

 

MANIFESTO PER UNA TRASFORMAZIONE RADICALE DELL’ATTUALE REALTA’  ECONOMICA, SOCIALE, POLITICA, CULTURALE, RELAZIONALE

OVVERO IPOTESI DI LAVORO DENOMINATA

DEMOCRAZIA LOCALE AL DI LA’ DEL POLITICO, UNA RIVOLUZIONE DAL BASSO

 

-CLICCANDO SU QUESTO LINK SI PUO’ SCARICARE E LEGGERE IL MANIFESTO ‘DEMOCRAZIA LOCALE’-

 

“La politica che c’è ha bisogno di una sola cosa:  la politica che non c’è”.
      Franco Arminio, La politica che non c’é

 

* Le riflessioni, le analisi, i contenuti, le indicazioni di questo Manifesto hanno origine dal contributo di molti autori, anche se loro non lo sanno, e fa tesoro di molte esperienze dell’umanità.

“In questo senso, il Manifesto, se vuole dare frutti, deve avviare un processo di discussione e di riflessione”.

Hans Kung, Onestà. Perché l’economia ha bisogno dell’etica

 

“…come la grande trasformazione della prima rivoluzione industriale aveva distrutto le strutture sociali e politiche e le categorie del diritto pubblico dell’Ancien Régime, così i termini sovranità, diritto, nazione, popolo, democrazia e volontà generale coprono ormai una realtà generale che non ha più nulla a che fare con ciò che questi concetti designavano e chi continua acriticamente a servirsene non sa letteralmente di che cosa sta parlando”.

                       Giorgio Agamben, Mezzi senza fine

 

“Chi, in un mondo limitato, crede in una crescita esponenziale infinita, deve essere o un idiota o un economista”.

                      Kenneth Boulding

 

“Quando dici ‘io penso’ spesso non sei tu che pensi, bensì ‘loro’, è l’autorità anonima della collettività che parla attraverso la tua maschera. Quando dici ‘voglio’, a volte non stai facendo altro che un gesto automatico di accettazione, pagando per giunta per ciò che ti viene imposto. Vale a dire, tu cerchi di ottenere ciò che sei stato indotto a volere”.

                      Thomas Merton, La contemplazione cristiana

 

“Appare oramai evidente che c’è bisogno di cambiare il sistema, di modificare le regole. Bisogna cambiare il mondo. Di fronte a tante ingiustizie, a tante assurdità e a tanti pericoli è urgente cambiare il modo di vivere. Tuttavia, quest’altra società che tanto sogniamo com’è? Quale è la strada per arrivarci?

Si tratta di inventare un’altra economia, un’altra crescita, un altro sviluppo, un’altra tecnologia, un’altra scienza? O di predisporre e ricostruire delle culture umane e conviviali? La cultura è forse altro dall’economia?

Cambiare sistema, cambiare paradigma, cambiare società non significa forse dire addio all’economia, al dominio dell’economia, della tecnica, finirla con l’ossessione della crescita quantitativa per riscoprire i “veri” valori, il sociale e il culturale?”.

                      Serge Latouche, L’economia svelata

 

 

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