L’espressione Zona Cesarini è usata per indicare i minuti conclusivi e di recupero in un evento sportivo, in particolare nel calcio.

Il nome deriva dal calciatore Renato Cesarini, mezzala juventina negli anni trenta del Novecento, che realizzò diversi gol nei minuti finali di partita (pur se non tutti decisivi ai fini del risultato) anche contro avversari di rango come Napoli e Torino.

La locuzione fu però coniata in occasione di un incontro tra nazionali, che il 13 dicembre 1931 vide contrapposte a Torino l’Italia e l’Ungheria in una partita valida per la Coppa Internazionale.

La gara, agonisticamente tesa, fu risolta al 90′ (quindi ancora nel tempo regolamentare) da una rete di Cesarini che decise il risultato in favore degli Azzurri, vittoriosi per 3-2. La settimana successiva, il giornalista Eugenio Danese parlò di “caso Cesarini” riferendosi a una rete segnata all’89’ di una partita di Serie A.

Il termine “zona” fu probabilmente preso a prestito dagli scacchi dove indica la fase finale di una partita.

Per metonimia, l’espressione è usata anche nel linguaggio comune in Italia per indicare fatti avvenuti in extremis.

La rottura della retta avvenuta a metà ottobre e che stava portando il Paese Italia verso il default, viene tenuta in chiusura del mese – oggi 31 – quindi non confermando l’avvenuta rottura ribassista.

Una buona notizia che arriva in “Zona Cesarini”.

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti                                   GRAFICO (2)