Affrontare la crisi con i Buoni di Solidarietà Locali SCEC


CRISI:

NUOVI STRUMENTI LOCALI PER USCIRNE

SERATA INFORMATIVA APERTA A TUTTI

RELATORI:

Dott. Rino Falcone

Segretario Regionale Arcipelago SCEC laureato in economia

 

Dott. Andrea Tronchin

Presidente Arcipelago SCEC laureato in economia agraria

Dott. Giorgio Burlini

Laureato in Economia

Lunedì 1 Dicembre

alle ore 21:00

presso la SALA della GRAN GUARDIA

in Piazza Vittorio Emanuele II

Rovigo

IL DENARO E’ UN DEBITO

Dal 1990 al 2013 il Paese Italia ha pagato 1850 miliardi d’interessi passivi per cui tutto il debito sarebbe stato pagato se non fosse stato gravato da interessi passivi.

Questo è un ragionamento semplice oltre che matematico.

La carta moneta è stampata da un organo privato – le Banche Centrali – e nel momento che stampano moneta emettono un debito di cui restano creditrici. Poiché l’unico modo per creare moneta è attraverso un prestito, nel nostro sistema il denaro e il debito sono la stessa cosa, ovvero il denaro è un debito.

“E ‘ un bene che il Popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina” (citazione di Henry Ford 1863-1947).

Ma chi crea il denaro? In base a cosa lo crea? Cos’è il Debito Pubblico? Chi è il creditore di questo debito?

I titoli del Tesoro sono  per loro natura strumenti di debito come le cambiali, quindi la Banca Centrale presta denaro allo Stato utilizzando come garanzia solo la promessa  del governo di restituire quel denaro, ossia quel denaro è stato creato dal nulla attraverso l’indebitamento del governo che promette di restituirlo. Chiaramente il governo è solo portavoce, e questo debito dello Stato ricade sul Popolo e prende il nome di Debito Pubblico.

Ma la Banca d’Italia prima e Centrale poi non risponde delle sue azioni al Parlamento?

Da un decreto del 2006, l’unico obbligo era quello di presentare una relazione sull’attività svolta e nulla più.

L’elemento mancante che rende oltre che matematico ma logico il sistema fraudolento si chiama L’APPLICAZIONE DELL’INTERESSE:

QUANDO IL GOVERNO PRENDE IN PRESTITO DEL DENARO O UN PRIVATO PRENDE UN PRESTITO DA UNA BANCA, QUEL PRESTITO VA RESTITUITO CON L’INTERESSE.

In altre parole tutto il denaro in circolazione prestato deve rientrare alla banca con il relativo interesse.

Le banche creano denaro e lo prestano, ma in nessun modo hanno creato denaro chiesto per pagare l’interesse, perché il denaro creato è sempre e solo prestito fatto ad un governo o fatto ad un privato da una banca.

Nel quadro globale le banche hanno creato dal nulla un certo capitale, capitale che altro non è che la totalità del denaro in circolazione che hanno dato in prestito, per poi attendere che quel capitale fosse restituito maggiorato dagli interessi.

Ma allora dov’è il denaro che serve a coprire tutti gl’interessi sul capitale?

Da nessuna parte. NON ESISTE.

Le implicazioni sono sconvolgenti perché la quantità di denaro che deve essere restituito alle Banche Centrali eccederà sempre l’ammontare del denaro in circolazione, ed ecco perché l’inflazione è una costante in economia in quanto ci sarà sempre bisogno di nuovo denaro per coprire il deficit insito nel sistema causato dal bisogno di pagare gl’interessi.

Questo significa che matematicamente le insolvenze e i fallimenti fanno parte del sistema.

Ma allora qual è il risultato? E perché lo fanno?

Se un privato non riesce a pagare il mutuo ovvero il prestito di denaro che ha ottenuto dalla banca per comperare casa, la banca si prende la casa, e se lo Stato non riesce a far fronte alla restituzione della promessa fatta con l’emissione dei Titoli di Stato, perderà la sovranità del suo stesso Stato cedendo alle banche il suo patrimonio.

In merito all’inflazione Ludwig von Mises (29 settembre 1881 – 10 ottobre 1973), economista austriaco naturalizzato statunitense, uno dei padri spirituali del moderno libertarismo, così riassumeva il concetto di inflazione:

“Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine ‘inflazione’ per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell’inflazione, la tendenza all’aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c’è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c’è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l’inflazione nel senso tradizionale del termine.”

Secondo quindi Ludwig von Mises, il termine “inflazione” non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato.

Claudio Zanetti

La crisi dell’ €uro

“CITTADINI EUROPEI E CRISI DELL’EURO”

di Giuseppe Guarino

MODELLO ECONOMICO – ZONA CESARINI

L’espressione Zona Cesarini è usata per indicare i minuti conclusivi e di recupero in un evento sportivo, in particolare nel calcio.

Il nome deriva dal calciatore Renato Cesarini, mezzala juventina negli anni trenta del Novecento, che realizzò diversi gol nei minuti finali di partita (pur se non tutti decisivi ai fini del risultato) anche contro avversari di rango come Napoli e Torino.

La locuzione fu però coniata in occasione di un incontro tra nazionali, che il 13 dicembre 1931 vide contrapposte a Torino l’Italia e l’Ungheria in una partita valida per la Coppa Internazionale.

La gara, agonisticamente tesa, fu risolta al 90′ (quindi ancora nel tempo regolamentare) da una rete di Cesarini che decise il risultato in favore degli Azzurri, vittoriosi per 3-2. La settimana successiva, il giornalista Eugenio Danese parlò di “caso Cesarini” riferendosi a una rete segnata all’89’ di una partita di Serie A.

Il termine “zona” fu probabilmente preso a prestito dagli scacchi dove indica la fase finale di una partita.

Per metonimia, l’espressione è usata anche nel linguaggio comune in Italia per indicare fatti avvenuti in extremis.

La rottura della retta avvenuta a metà ottobre e che stava portando il Paese Italia verso il default, viene tenuta in chiusura del mese – oggi 31 – quindi non confermando l’avvenuta rottura ribassista.

Una buona notizia che arriva in “Zona Cesarini”.

Un saluto a tutti.

Claudio Zanetti                                   GRAFICO (2)